La Zaune a Dèdèe Magnum Ganevat
220,00 € Il prezzo originale era: 220,00 €.199,70 €Il prezzo attuale è: 199,70 €.
| Annata | N.M. |
|---|---|
| Produttore | Ganevat |
| Tipologia | Vino Rosso |
| Formato | Magnum |
| Provenienza | Francia |
| Vitigno | Gamay, Poulsard |
| Bollino | Biodinamico, Botte, Lieviti Indigeni, Naturale, No So2 Aggiunta |
Esaurito
La Zaune à Dédée
Anne et Jean-François Ganevat
Un vino spontaneo che parla il linguaggio della vigna
“La Zaune à Dédée” è una delle cuvée più evocative e intime della famiglia Ganevat, dedicata alla zia di Jean-François, figura centrale della tradizione familiare contadina. Questo vino nasce da uve provenienti da parcelle selezionate fuori dal Jura, coltivate da viticoltori biodinamici con cui Ganevat collabora strettamente. Nonostante l’origine non jurassiana delle uve, l’identità liquida e vibrante è perfettamente riconoscibile: il vino è un omaggio alla semplicità, al territorio e alla memoria orale che vive nelle vigne e nei racconti di famiglia.
In vigna, un dialogo tra varietà e sensibilità
Le uve utilizzate provengono da terroir coltivati secondo pratiche biologiche e biodinamiche rigorose. Il progetto “Anne et Jean-François Ganevat” si basa infatti sulla fiducia tra produttori: piccoli vignaioli, spesso con micro-parcelle, che condividono la stessa etica agricola. Le varietà utilizzate per questa cuvée sono Gamay, Poulsard e altri vitigni autoctoni a bacca rossa. L’approccio è minimalista: rese bassissime, raccolta manuale in cassette piccole, selezione dei grappoli in campo. Il vino è frutto di un paesaggio condiviso, di una biodiversità protetta e di una relazione profonda con la terra.
Vinificazioni senza artifici per una beva libera e diretta
In cantina, La Zaune à Dédée viene vinificato con fermentazione spontanea, senza controllo della temperatura né aggiunta di lieviti selezionati. Non si praticano né filtrazioni né chiarifiche. L’affinamento avviene in vecchie pièces borgognone, dove il vino evolve con naturalezza, senza alcun intervento correttivo. La solforosa è assente o limitata a dosaggi impercettibili, nel pieno stile Ganevat. Il risultato è un vino succoso, dinamico, fresco, che si muove tra acidità vibrante, mineralità e delicate sfumature aromatiche. Un rosso vivo, quasi trasparente, ma dalla personalità decisa.
Varietà, stile e impressioni sensoriali
Le varietà protagoniste di questa cuvée sono principalmente Gamay e Poulsard, vinificati insieme per esprimere una trama agile, leggera ma affatto banale.
Colore: rosso rubino scarico, quasi brillante, con riflessi violacei leggeri.
Profumo: floreale, con note di ciliegia croccante, lamponi e accenni speziati.
Palato: fresco, salino, con tannini levissimi e una beva irresistibile, dinamica, dissetante.
Scheda tecnica
Produttore: Anne et Jean-François Ganevat
Nome del vino: La Zaune à Dédée
Regione: Jura (uve provenienti da Beaujolais e zone limitrofe)
Vitigni: Gamay, Poulsard, e altri autoctoni
Agricoltura: Biologica e biodinamica
Vinificazione: Fermentazione spontanea con lieviti indigeni
Affinamento: In legno usato (barrique borgognone)
Solforosa: Non aggiunta o in quantità minime
Filtrazione: Assente
Annata: Variabile (produzione annuale limitata)
Vedi tutti i prodotti di Ganevat
Jean-François Ganevat
Un’eredità contadina che guarda lontano
Nel cuore del Jura, a Rotalier, nasce la storia di Jean-François Ganevat, affettuosamente chiamato “Fanfan”, oggi tra i nomi più celebrati del vino artigianale europeo. La famiglia coltiva queste terre da oltre venti generazioni, ma è con il ritorno di Jean-François nel 1998, dopo un’esperienza fondamentale da Jean-Marc Morey a Chassagne-Montrachet, che la cantina compie un salto qualitativo decisivo. La visione borgognona si fonde con la tradizione jurassienne in una sintesi del tutto originale. Il terroir calcareo-marnoso, l’altitudine e il microclima fresco costituiscono una matrice viva che si riflette nell’identità di ogni bottiglia. Ganevat ha riscoperto vecchi cloni, varietà dimenticate, e li ha rimessi in circolo con uno spirito profondamente visionario, ma sempre fedele alla storia.
Biodiversità, varietà antiche e rispetto assoluto della pianta
Il lavoro in vigna per Jean-François è prima di tutto un atto agricolo. Il suo approccio è biodinamico, rigoroso, ma mai dogmatico. L’azienda è certificata Demeter, ma i principi vanno oltre la certificazione: si lavora con calendari lunari, si semina tra i filari per aumentare la biodiversità, si trattano le viti con preparati a base di piante, minerali e tisane. Le parcelle, spesso minuscole, vengono curate come giardini, molte a pergola bassa o su terreni in forte pendenza. Il recupero di antiche varietà locali come l’Enfariné e il Petit Béclan, accanto ai classici Savagnin, Chardonnay, Trousseau e Poulsard, mostra la volontà di proteggere e rilanciare il patrimonio genetico della regione. Per Ganevat, la vigna è un organismo vivente e complesso, da comprendere e mai forzare.
Vinificazioni senza rete, tra istinto e precisione
In cantina, Jean-François lavora come un sarto. Ogni cuvée nasce da un’intuizione, spesso da un’esigenza espressiva che cambia di anno in anno. I lieviti sono esclusivamente indigeni, le fermentazioni avvengono senza controllo della temperatura, senza chiarifiche né filtrazioni. L’utilizzo di solforosa è assente o minimo, soprattutto nei bianchi dove il rischio ossidativo è gestito grazie a un perfetto equilibrio tra acidità, struttura e riduzione naturale. Le vinificazioni si svolgono in tini troncoconici, vecchie pièces borgognone o anfore. Le affinature sono lunghissime, anche oltre i sette anni, specialmente per i Savagnin ouillé, che sfidano il tempo con complessità e nitore. Non ci sono ricette, solo un legame profondo con l’annata, il terreno e la micro-parcella da cui nasce ogni vino.
Un universo fluido tra Jura e Beaujolais
Negli ultimi anni, Ganevat ha esteso il suo lavoro anche fuori dal Jura, soprattutto nel Beaujolais, in collaborazione con la sorella Anne. Le cuvée sotto il nome “Anne et Jean-François Ganevat” nascono da una selezione di uve biologiche di altri viticoltori fidati. Pur non provenendo da parcelle proprie, questi vini mantengono lo stile liquido, salino e vibrante tipico del domaine. Una scelta che ha permesso di ampliare la produzione mantenendo intatta la filosofia originaria. Oggi Ganevat è sinonimo di una viticoltura di resistenza, ma anche di una sensibilità che sa unire tecnica, rischio e poesia
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