Ganevat Savagnin Le Clos 2020
95,90 €
| Annata | 2020 |
|---|---|
| Produttore | Ganevat |
| Tipologia | Vino Bianco |
| Formato | 75 Cl |
| Provenienza | Francia |
| Regione | Jura |
| Vitigno | Savagnin |
| Magazzino | J |
Savagnin Le Clos 2020 – Anne et Jean-François Ganevat
Da una singola parcella esposta a sud, vecchie viti di Savagnin su marne e clappe calcaree: Le Clos 2020 è il Jura minerale e teso secondo Ganevat.
Panoramica
Savagnin Le Clos 2020 è un Savagnin in purezza da vecchie vigne, firmato Anne et Jean-François Ganevat, in AOC Arbois. A differenza dei Savagnin ossidativi del Jura, è un vino “ouillé”, vinificato con le botti sempre colmate per preservarne freschezza e luminosità, nello stile borgognone che ha reso celebre Fanfan. Nasce da una singola parcella esposta a sud, riparata dai venti freddi, che regala al vino tensione e una mineralità profonda. È un bianco secco, salino e di rara intensità, prodotto in quantità minime e dotato di una capacità di invecchiamento che si misura in decenni.
La storia del vino
“Le Clos” è il nome della parcella da cui nasce questo vino, un appezzamento di vecchio Savagnin che Ganevat vinifica separatamente per coglierne l’identità. La cuvée porta la firma “Anne et Jean-François Ganevat” e rappresenta lo stile moderno e luminoso che il vignaiolo ha contrapposto alla tradizione ossidativa del Jura. Formatosi in Borgogna come capocantina da Jean-Marc Morey, Ganevat ha importato nel Jura la logica del cru e la pratica dell’ouillage, le botti rabboccate, per ottenere bianchi tesi e precisi. Le Clos esce sul mercato solo dopo un lungo affinamento, segno della pazienza che caratterizza tutto il dominio.
La filosofia in vigna
Le vecchie viti di Le Clos affondano le radici in un terroir di marne grigie ricoperte da clappe calcaree, su una parcella esposta a sud e protetta dai venti freddi, condizione che dona al vino tensione e una spiccata mineralità. Ganevat lavora in biodinamica, con rese bassissime e vendemmia rigorosamente manuale, secondo la cura quasi maniacale che riserva a ogni appezzamento. Il Savagnin, vitigno bianco identitario del Jura, è tardivo e ricco di acidità, caratteristiche che gli permettono di reggere lunghi affinamenti mantenendo nervo e freschezza. È in vigna che, per Fanfan, si costruisce la grandezza di un vino come questo.
L’approccio in cantina e le varietà
Il vitigno è Savagnin in purezza. Le uve, raccolte a mano, vengono sottoposte a pressatura diretta e fermentano spontaneamente con i soli lieviti indigeni. Il vino affina poi oltre tre anni sui lieviti fini in demi-muids neutri, con colmature regolari che impediscono l’ossidazione e preservano lo stile fresco e minerale. L’imbottigliamento avviene senza chiarifica, senza filtrazione e senza aggiunta di solforosa, lasciando un leggero deposito del tutto naturale. Il risultato è un Savagnin verticale e profondo, dove la mineralità del terroir resta protagonista e la freschezza non viene mai compromessa.
Note di degustazione
Colore: oro luminoso e brillante, conseguenza del lungo affinamento sui lieviti.
Olfatto: naso complesso e preciso, su arancia sanguinella, mela cotogna candita e mandorla tostata, con verbena, anice stellato, agrumi e una nota fumé.
Palato: sorso secco, voluminoso e intensamente minerale, con fiori bianchi, spezie dolci, mandorla e miele, sfumature iodate e un finale lunghissimo dalla classica sapidità del Savagnin.
Abbinamenti
Bianco gastronomico e potente, da servire fresco. Si esalta con i crostacei ricchi come astice e capesante, con il rombo e i piatti di pesce in salsa cremosa. È perfetto con il pollo al vin jaune e spugnole, con i formaggi alpini a partire dal Comté e con le preparazioni a base di noci e funghi. La sua struttura e la sua mineralità lo rendono ideale anche su cucine saporite e leggermente speziate.
Scheda tecnica
- Produttore: Anne et Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat, Rotalier)
- Denominazione: AOC Arbois, Francia (un rivenditore la indica come Côtes du Jura, da confermare in etichetta)
- Tipologia: Vino bianco naturale, stile ouillé non ossidativo
- Uve: Savagnin in purezza
- Viticoltura: Biologica e biodinamica
- Vinificazione: Pressatura diretta, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, oltre tre anni sui lieviti in demi-muids neutri con colmature regolari, non chiarificato, non filtrato
- Gradazione alcolica: 12% vol. (dato da fonte rivenditore; da confermare in etichetta)
- Temperatura di servizio: 12–14 °C (consigliata per questo stile di bianco minerale; non è un dato del produttore)
- Solfiti: Contiene solfiti, senza solfiti aggiunti
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Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat)
Quattordici generazioni, poco più di una decina di ettari e oltre quaranta cuvée diverse ogni anno: Domaine Ganevat è il cuore pulsante del vino naturale del Jura.
La storia
Jean-François Ganevat, per tutti “Fanfan”, è la quattordicesima generazione di una famiglia di vignaioli radicata a Rotalier, nella frazione di La Combe, nel sud del Jura. Le fonti del dominio fanno risalire la coltivazione della vigna in famiglia fino al 1650, quando l’attività era affiancata da una latteria che produceva latte per il Comté, fino al 1976. Dopo gli anni di apprendistato accanto al padre, Jean-François si forma alla scuola enologica di Beaune e diventa capocantina presso uno dei domini più prestigiosi di Chassagne-Montrachet, Jean-Marc Morey, in Borgogna. È lì che matura il culto per il Chardonnay e per la vinificazione parcellare. Nel 1998 torna nel Jura per rilevare la cantina di famiglia, convertendola subito al biologico e, dal 2006, alla biodinamica. Oggi lavora al suo fianco la sorella Anne. In poco più di vent’anni ha trasformato un piccolo dominio rurale in una delle aziende più venerate al mondo dagli appassionati di vino naturale.
La filosofia in vigna
Ganevat considera il lavoro in vigna l’aspetto di gran lunga più importante del suo mestiere, e lo dimostra con numeri quasi maniacali: una persona per ettaro per garantire una viticoltura biodinamica curata alla perfezione. Le vigne si arrampicano sui pendii di marne e calcari attorno a La Combe, tra i 300 e i 400 metri di quota, su un mosaico di suoli che cambia di parcella in parcella. Molte viti hanno oltre cinquant’anni, alcune superano il secolo, con parcelle storiche risalenti ai primi del Novecento. Niente diserbanti, niente chimica di sintesi, rese bassissime e vendemmia rigorosamente a mano. Accanto alle varietà classiche del Jura, Chardonnay, Savagnin, Poulsard, Trousseau e Pinot Noir, Ganevat custodisce con ostinazione decine di antiche varietà autoctone quasi dimenticate, come Béclan, Enfariné e Portugais Bleu, salvandole dall’estinzione. Ogni parcella viene seguita e vinificata separatamente, secondo una logica di micro-terroir che porta in cantina dalla Borgogna.
L’approccio in cantina
In cantina la regola è semplice: intervenire il meno possibile e lasciare che il terroir parli. Le fermentazioni partono spontanee, con i soli lieviti indigeni, e sono notoriamente lunghe. Per i bianchi di Chardonnay e Savagnin, Ganevat predilige lo stile “ouillage” alla borgognona, con le botti costantemente colmate, per conferire luminosità ed eleganza dove il Jura sceglierebbe l’ossidazione tradizionale, pur non rinunciando del tutto allo stile sotto velo. L’affinamento dura due o più anni in vecchi demi-muids e botti neutre, talvolta in anfora o in grandi fusti. Per i rossi di Pinot Noir, Trousseau e Poulsard, diraspa completamente i grappoli e poi fermenta gli acini interi all’antica, con una macerazione di tipo carbonico vicina al Beaujolais, prima dell’affinamento in legno neutro. Lo zolfo è usato in dosi minime o nulle a seconda dell’annata, scelta che spiega la purezza, la trasparenza e l’energia che rendono questi vini immediatamente riconoscibili.
Lo stile, le cuvée e il négoce
Il tratto più spiazzante di Ganevat è la quantità di etichette: spesso oltre quaranta cuvée diverse ogni annata, ognuna con una identità precisa. I vini del dominio, dalle etichette in due parti, nascono solo dalle vigne di proprietà più vecchie e culminano in icone come Les Grands Teppes e Les Chalasses Vieilles Vignes, fino al leggendario Les Vignes de Mon Père, un Savagnin affinato per circa dieci anni da viti piantate dal padre nel 1930, tra i vini più ricercati e costosi del Jura. Per difendersi dalle gelate che falcidiano regolarmente i raccolti, nel 2013 Jean-François e Anne hanno lanciato una linea di négoce firmata “Anne et Jean-François Ganevat”, con uve in affitto o acquistate da vignaioli del Jura e di altre regioni francesi, dalla Borgogna al Beaujolais fino all’Alsazia. È questo doppio binario, dominio rarissimo e négoce più accessibile, ad aver reso Ganevat un nome di culto sulle carte dei migliori ristoranti del mondo.

