Ganevat Les Chonchons 2022
89,70 €
| Annata | 2022 |
|---|---|
| Produttore | Ganevat |
| Tipologia | Vino Rosso |
| Formato | 75 Cl |
| Provenienza | Francia |
| Vitigno | Poulsard |
| Magazzino | J |
| Regione | Jura |
Les Chonchons 2022 – Anne et Jean-François Ganevat
Pallido come un sospiro e teso come una corda: Les Chonchons 2022 è il Poulsard secondo Ganevat, il vignaiolo più venerato del Jura.
Panoramica
Les Chonchons 2022 è un Poulsard in purezza firmato da Anne et Jean-François Ganevat, il dominio di Rotalier, nel sud del Jura, oggi punto di riferimento assoluto del vino naturale francese. È un rosso luminoso e leggerissimo, di quelli che ribaltano l’idea stessa di “vino rosso”: colore tenue, sorso slanciato, profumo che vira al sottobosco e al frutto rosso croccante. Espressione AOC Côtes du Jura, nasce da una varietà autoctona rara e delicata, vinificata con l’ossessione per il dettaglio che ha reso Ganevat una leggenda fra sommelier e collezionisti. È un vino di culto, prodotto in quantità minime e ricercatissimo in tutto il mondo.
La storia del vino
Jean-François Ganevat discende da una stirpe di vignaioli del Jura attiva, secondo le fonti del dominio, fin dal 1650. Dopo un’esperienza formativa in Borgogna, accanto a Jean-Marc Morey, torna a Rotalier per dare alla cantina di famiglia una svolta radicale verso il biologico, la biodinamica e l’intervento minimo. Da quella visione nasce una galassia di 35 e 40 cuvée diverse ogni anno, ognuna con un affinamento pensato su misura. Les Chonchons è la sua lettura del Poulsard, vitigno simbolo del Jura: un vino pensato per la bevibilità e la finezza più che per la potenza, capace di raccontare il terroir senza alzare la voce.
La filosofia in vigna
In vigna Ganevat lavora in biologico e biodinamica, con rese bassissime e una cura quasi maniacale della pianta. Il Poulsard, varietà a buccia sottile e poco colorata, è notoriamente fragile e sensibile alle malattie: richiede vendemmie precoci, attenzione costante e una mano leggera. Le uve vengono raccolte a mano e selezionate con rigore, perché un Poulsard sano è l’unica base possibile per un vino tanto trasparente, dove ogni difetto si vedrebbe. I suoli del Sud Revermont, marne e calcari, danno a questo vitigno tensione, sapidità e quel profilo fresco e autunnale che lo contraddistingue. È una viticoltura che insegue la delicatezza, non la concentrazione.
L’approccio in cantina e le varietà
In cantina la regola di Ganevat è togliere, non aggiungere. Tutte le uve vengono diraspate a mano, grappolo per grappolo, rifinite con le forbici, un livello di artigianalità che pochi al mondo praticano. Le fermentazioni partono spontanee, con i soli lieviti indigeni, e ogni cuvée riceve un affinamento individuale, spesso lungo. Il vitigno è Poulsard in purezza (localmente anche Ploussard), una delle uve identitarie del Jura. Ganevat è noto per l’uso di dosi minime di solforosa, dosate al minimo indispensabile e calibrate sulla singola annata, scelta che preserva il frutto e la trasparenza del vino. Il risultato è un rosso vivo, digeribile e profondamente legato al suo terroir.
Note di degustazione
Colore: rosso rubino pallido e diafano, quasi traslucido, con riflessi che sfumano nel rosa antico, tipici del Poulsard.
Olfatto: naso delicato e raffinato, su ribes rosso, fragolina di bosco e melagrana, con sfumature di sottobosco, rosa appassita e una nota terrosa.
Palato: sorso leggero, scattante e privo di durezze, con tannini impercettibili, frutto rosso croccante e un’acidità saporita che chiude su un finale fresco e dissetante.
Abbinamenti
Vino versatile e gastronomico, da servire fresco. Si abbina a salumi e charcuterie, carni bianche, pollame, pesce di lago e preparazioni delicate. È un classico compagno dei formaggi del Jura, in primis il Comté, e regge bene piatti autunnali a base di funghi e zucca. La sua leggiadria lo rende perfetto anche a tutto pasto e su cucine poco strutturate.
Scheda tecnica
- Produttore: Anne et Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat, Rotalier)
- Denominazione: AOC Côtes du Jura, Francia
- Tipologia: Vino rosso naturale
- Uve: Poulsard in purezza
- Viticoltura: Biologica e biodinamica
- Vinificazione: Diraspatura a mano, fermentazione spontanea, affinamento personalizzato, solforosa in dosi minime
- Gradazione alcolica: 12% vol. (dato riferito alla versione Côtes du Jura del dominio; da confermare sull’etichetta 2022)
- Temperatura di servizio: 13–15 °C (consigliata per questo stile di rosso leggero; non è un dato del produttore)
- Solfiti: Contiene solfiti
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Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat)
Quattordici generazioni, poco più di una decina di ettari e oltre quaranta cuvée diverse ogni anno: Domaine Ganevat è il cuore pulsante del vino naturale del Jura.
La storia
Jean-François Ganevat, per tutti “Fanfan”, è la quattordicesima generazione di una famiglia di vignaioli radicata a Rotalier, nella frazione di La Combe, nel sud del Jura. Le fonti del dominio fanno risalire la coltivazione della vigna in famiglia fino al 1650, quando l’attività era affiancata da una latteria che produceva latte per il Comté, fino al 1976. Dopo gli anni di apprendistato accanto al padre, Jean-François si forma alla scuola enologica di Beaune e diventa capocantina presso uno dei domini più prestigiosi di Chassagne-Montrachet, Jean-Marc Morey, in Borgogna. È lì che matura il culto per il Chardonnay e per la vinificazione parcellare. Nel 1998 torna nel Jura per rilevare la cantina di famiglia, convertendola subito al biologico e, dal 2006, alla biodinamica. Oggi lavora al suo fianco la sorella Anne. In poco più di vent’anni ha trasformato un piccolo dominio rurale in una delle aziende più venerate al mondo dagli appassionati di vino naturale.
La filosofia in vigna
Ganevat considera il lavoro in vigna l’aspetto di gran lunga più importante del suo mestiere, e lo dimostra con numeri quasi maniacali: una persona per ettaro per garantire una viticoltura biodinamica curata alla perfezione. Le vigne si arrampicano sui pendii di marne e calcari attorno a La Combe, tra i 300 e i 400 metri di quota, su un mosaico di suoli che cambia di parcella in parcella. Molte viti hanno oltre cinquant’anni, alcune superano il secolo, con parcelle storiche risalenti ai primi del Novecento. Niente diserbanti, niente chimica di sintesi, rese bassissime e vendemmia rigorosamente a mano. Accanto alle varietà classiche del Jura, Chardonnay, Savagnin, Poulsard, Trousseau e Pinot Noir, Ganevat custodisce con ostinazione decine di antiche varietà autoctone quasi dimenticate, come Béclan, Enfariné e Portugais Bleu, salvandole dall’estinzione. Ogni parcella viene seguita e vinificata separatamente, secondo una logica di micro-terroir che porta in cantina dalla Borgogna.
L’approccio in cantina
In cantina la regola è semplice: intervenire il meno possibile e lasciare che il terroir parli. Le fermentazioni partono spontanee, con i soli lieviti indigeni, e sono notoriamente lunghe. Per i bianchi di Chardonnay e Savagnin, Ganevat predilige lo stile “ouillage” alla borgognona, con le botti costantemente colmate, per conferire luminosità ed eleganza dove il Jura sceglierebbe l’ossidazione tradizionale, pur non rinunciando del tutto allo stile sotto velo. L’affinamento dura due o più anni in vecchi demi-muids e botti neutre, talvolta in anfora o in grandi fusti. Per i rossi di Pinot Noir, Trousseau e Poulsard, diraspa completamente i grappoli e poi fermenta gli acini interi all’antica, con una macerazione di tipo carbonico vicina al Beaujolais, prima dell’affinamento in legno neutro. Lo zolfo è usato in dosi minime o nulle a seconda dell’annata, scelta che spiega la purezza, la trasparenza e l’energia che rendono questi vini immediatamente riconoscibili.
Lo stile, le cuvée e il négoce
Il tratto più spiazzante di Ganevat è la quantità di etichette: spesso oltre quaranta cuvée diverse ogni annata, ognuna con una identità precisa. I vini del dominio, dalle etichette in due parti, nascono solo dalle vigne di proprietà più vecchie e culminano in icone come Les Grands Teppes e Les Chalasses Vieilles Vignes, fino al leggendario Les Vignes de Mon Père, un Savagnin affinato per circa dieci anni da viti piantate dal padre nel 1930, tra i vini più ricercati e costosi del Jura. Per difendersi dalle gelate che falcidiano regolarmente i raccolti, nel 2013 Jean-François e Anne hanno lanciato una linea di négoce firmata “Anne et Jean-François Ganevat”, con uve in affitto o acquistate da vignaioli del Jura e di altre regioni francesi, dalla Borgogna al Beaujolais fino all’Alsazia. È questo doppio binario, dominio rarissimo e négoce più accessibile, ad aver reso Ganevat un nome di culto sulle carte dei migliori ristoranti del mondo.

