Ganevat En Billat 2023
122,90 €
| Annata | 2023 |
|---|---|
| Produttore | Ganevat |
| Tipologia | Vino Rosso |
| Formato | 75 Cl |
| Provenienza | Francia |
| Regione | Jura |
| Vitigno | Pinot Noir |
| Magazzino | J |
En Billat 2023 – Jean-François Ganevat
Soprannominato dal Wine Advocate “la Romanée-Conti del Jura”, En Billat 2023 è il Pinot Noir più cesellato e raro di Jean-François Ganevat.
Panoramica
En Billat 2023 è un Pinot Noir in purezza del Domaine Ganevat, in AOC Côtes du Jura, nato da una singola parcella vinificata separatamente. È uno dei rossi più rari e ricercati di tutto il Jura, prodotto in quantità microscopiche, e incarna l’equazione che ha reso Fanfan una leggenda: la freschezza e la finezza borgognone unite alla purezza assoluta tipica del Jura. È un Pinot Noir alto, floreale e finemente strutturato, lontano dai rossi potenti e ben più vicino all’idea di eleganza e trasparenza. Una bottiglia da collezione, immediatamente riconoscibile per la sua grazia.
La storia del vino
“En Billat” è il nome del cru da cui nasce questo vino, una delle parcelle che Ganevat vinifica in purezza per esaltarne il micro-terroir. Insieme alla Cuvée Julien, più terrosa e fruttata, En Billat rappresenta uno dei due Pinot Noir di vertice del dominio, ed è la versione più verticale e cesellata delle due. Formatosi in Borgogna come capocantina da Jean-Marc Morey a Chassagne-Montrachet, Jean-François Ganevat ha portato nel Jura la logica del cru borgognone, tanto che la critica lo ha accostato a nomi come Coche, Jayer e Dagueneau. Il Wine Advocate ha definito i suoi Pinot Noir “la Romanée-Conti del Jura”.
La filosofia in vigna
La parcella di En Billat si sviluppa sui suoli di marne e calcari del sud del Jura, attorno a Rotalier, su vigne di una certa età e con rese tenute volutamente bassissime. Ganevat lavora in biodinamica, con una cura quasi maniacale che si traduce in circa una persona per ettaro e in una vendemmia rigorosamente manuale. Il Pinot Noir è varietà fragile e trasparente, che non perdona approssimazioni: ogni acino deve arrivare in cantina perfettamente sano. È in vigna, non in cantina, che secondo Fanfan si decide la qualità di un grande vino.
L’approccio in cantina e le varietà
Il vitigno è Pinot Noir in purezza. In cantina la mano di Ganevat è leggerissima: la diraspatura è fatta a mano, acino per acino, seguita da una fermentazione a bacca intera all’antica, con una macerazione di tipo carbonico vicina allo stile del Beaujolais e con i soli lieviti indigeni. L’affinamento avviene in legno neutro, senza alcuna botte nuova, per non coprire il frutto e il terroir. Lo zolfo è impiegato in dosi minime. Il risultato è un Pinot Noir vivo e digeribile, di rara finezza, dove la trasparenza del vitigno e della parcella resta intatta.
Note di degustazione
Colore: rosso rubino limpido e brillante, di intensità medio-leggera, con riflessi luminosi tipici del Pinot Noir di clima fresco.
Olfatto: naso alto e floreale, su lampone, ribes e ciliegia, con sentori di violetta, spezie fini, sottobosco e una nota minerale.
Palato: sorso teso ed elegante, dalla texture setosa, con tannini finissimi, frutto rosso croccante e un’acidità saporita che allunga il finale e lo rende dissetante.
Abbinamenti
Pinot Noir gastronomico ed elegante, da servire fresco. Si abbina a carni bianche e pollame, anatra, piatti a base di funghi e tartufo, salmone e pesci strutturati. È ottimo con i formaggi di media stagionatura, a partire dal Comté del Jura. La sua finezza lo rende perfetto su cucine raffinate e poco invadenti, dove la delicatezza del vino può esprimersi senza essere coperta.
Scheda tecnica
- Produttore: Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat, Rotalier)
- Denominazione: AOC Côtes du Jura, Francia
- Tipologia: Vino rosso naturale
- Uve: Pinot Noir in purezza
- Viticoltura: Biologica e biodinamica
- Vinificazione: Diraspatura a mano, fermentazione a bacca intera con macerazione carbonica, affinamento in legno neutro, zolfo in dosi minime
- Gradazione alcolica: circa 12% vol. (stima coerente con lo stile dei Pinot di Ganevat; non ho un dato sorgente per l’annata 2023, da confermare in etichetta)
- Temperatura di servizio: 14–16 °C (consigliata per questo stile di Pinot Noir fine; non è un dato del produttore)
- Solfiti: Contiene solfiti
Vedi tutti i prodotti di Ganevat
Jean-François Ganevat (Domaine Ganevat)
Quattordici generazioni, poco più di una decina di ettari e oltre quaranta cuvée diverse ogni anno: Domaine Ganevat è il cuore pulsante del vino naturale del Jura.
La storia
Jean-François Ganevat, per tutti “Fanfan”, è la quattordicesima generazione di una famiglia di vignaioli radicata a Rotalier, nella frazione di La Combe, nel sud del Jura. Le fonti del dominio fanno risalire la coltivazione della vigna in famiglia fino al 1650, quando l’attività era affiancata da una latteria che produceva latte per il Comté, fino al 1976. Dopo gli anni di apprendistato accanto al padre, Jean-François si forma alla scuola enologica di Beaune e diventa capocantina presso uno dei domini più prestigiosi di Chassagne-Montrachet, Jean-Marc Morey, in Borgogna. È lì che matura il culto per il Chardonnay e per la vinificazione parcellare. Nel 1998 torna nel Jura per rilevare la cantina di famiglia, convertendola subito al biologico e, dal 2006, alla biodinamica. Oggi lavora al suo fianco la sorella Anne. In poco più di vent’anni ha trasformato un piccolo dominio rurale in una delle aziende più venerate al mondo dagli appassionati di vino naturale.
La filosofia in vigna
Ganevat considera il lavoro in vigna l’aspetto di gran lunga più importante del suo mestiere, e lo dimostra con numeri quasi maniacali: una persona per ettaro per garantire una viticoltura biodinamica curata alla perfezione. Le vigne si arrampicano sui pendii di marne e calcari attorno a La Combe, tra i 300 e i 400 metri di quota, su un mosaico di suoli che cambia di parcella in parcella. Molte viti hanno oltre cinquant’anni, alcune superano il secolo, con parcelle storiche risalenti ai primi del Novecento. Niente diserbanti, niente chimica di sintesi, rese bassissime e vendemmia rigorosamente a mano. Accanto alle varietà classiche del Jura, Chardonnay, Savagnin, Poulsard, Trousseau e Pinot Noir, Ganevat custodisce con ostinazione decine di antiche varietà autoctone quasi dimenticate, come Béclan, Enfariné e Portugais Bleu, salvandole dall’estinzione. Ogni parcella viene seguita e vinificata separatamente, secondo una logica di micro-terroir che porta in cantina dalla Borgogna.
L’approccio in cantina
In cantina la regola è semplice: intervenire il meno possibile e lasciare che il terroir parli. Le fermentazioni partono spontanee, con i soli lieviti indigeni, e sono notoriamente lunghe. Per i bianchi di Chardonnay e Savagnin, Ganevat predilige lo stile “ouillage” alla borgognona, con le botti costantemente colmate, per conferire luminosità ed eleganza dove il Jura sceglierebbe l’ossidazione tradizionale, pur non rinunciando del tutto allo stile sotto velo. L’affinamento dura due o più anni in vecchi demi-muids e botti neutre, talvolta in anfora o in grandi fusti. Per i rossi di Pinot Noir, Trousseau e Poulsard, diraspa completamente i grappoli e poi fermenta gli acini interi all’antica, con una macerazione di tipo carbonico vicina al Beaujolais, prima dell’affinamento in legno neutro. Lo zolfo è usato in dosi minime o nulle a seconda dell’annata, scelta che spiega la purezza, la trasparenza e l’energia che rendono questi vini immediatamente riconoscibili.
Lo stile, le cuvée e il négoce
Il tratto più spiazzante di Ganevat è la quantità di etichette: spesso oltre quaranta cuvée diverse ogni annata, ognuna con una identità precisa. I vini del dominio, dalle etichette in due parti, nascono solo dalle vigne di proprietà più vecchie e culminano in icone come Les Grands Teppes e Les Chalasses Vieilles Vignes, fino al leggendario Les Vignes de Mon Père, un Savagnin affinato per circa dieci anni da viti piantate dal padre nel 1930, tra i vini più ricercati e costosi del Jura. Per difendersi dalle gelate che falcidiano regolarmente i raccolti, nel 2013 Jean-François e Anne hanno lanciato una linea di négoce firmata “Anne et Jean-François Ganevat”, con uve in affitto o acquistate da vignaioli del Jura e di altre regioni francesi, dalla Borgogna al Beaujolais fino all’Alsazia. È questo doppio binario, dominio rarissimo e négoce più accessibile, ad aver reso Ganevat un nome di culto sulle carte dei migliori ristoranti del mondo.

