Carema Sole e Roccia 2023 Monte Maletto
70,00 € Il prezzo originale era: 70,00 €.67,70 €Il prezzo attuale è: 67,70 €.
| Annata | 2023 |
|---|---|
| Produttore | Monte Maletto |
| Tipologia | Vino Naturale, Vino Rosso |
| Formato | 75 Cl |
| Provenienza | Italia |
| Vitigno | Nebbiolo, Ner d'Alba |
| Magazzino | N |
| Bollino | Botte, Lieviti Indigeni |
SOLE E ROCCIA 2023 – CAREMA (PIEMONTE)
Sole e Roccia 2023 – Nebbiolo di Carema tra pietra, sole e pergole storiche
Overview
Il Sole e Roccia 2023 è un Nebbiolo in purezza che interpreta l’anima più autentica e strutturata di Carema, uno dei territori più iconici della viticoltura eroica piemontese. Il vino nasce da vigneti coltivati su ripidi terrazzamenti e allevati secondo il tradizionale sistema delle “topie”, le pergole sorrette dai caratteristici pilun in pietra. È un’espressione profonda e materica del Nebbiolo alpino, dove sole e roccia diventano elementi fondanti dell’identità del vino. La vinificazione combina tecniche tradizionali e lunghe macerazioni per estrarre complessità e struttura. Il risultato è un vino intenso, verticale e longevo. Il vino contiene solfiti.
Origine e identità del vino
Sole e Roccia nasce dal cuore del progetto di recupero dei vigneti di Carema, un territorio in cui la viticoltura è strettamente legata alla sopravvivenza del paesaggio agricolo storico. Le vigne sono allevate su strutture tradizionali che definiscono l’identità visiva e agronomica della denominazione. Il nome richiama i due elementi fondamentali che modellano questo vino: la luce intensa delle Alpi e la roccia che sostiene i terrazzamenti. È un vino che racconta un paesaggio più che una semplice annata, con un forte legame tra ambiente e cultura contadina.
Filosofia in vigna
La filosofia in vigna è profondamente legata alla tradizione di Carema e alla sua viticoltura manuale su pendenze estreme. Il Nebbiolo viene coltivato secondo un approccio rispettoso e sostenibile, dove ogni intervento è calibrato per preservare equilibrio e vitalità delle piante. Il sistema delle topie permette una gestione complessa ma perfettamente adattata al microclima alpino, garantendo esposizione ideale e ventilazione naturale. La presenza di suoli rocciosi contribuisce a definire il carattere minerale e teso del vino. Le rese sono contenute e funzionali alla massima qualità espressiva delle uve.
Vinificazione e varietà
Il vino è prodotto da 100% Nebbiolo, con una quota del 30% di uve non diraspate per aumentare struttura e complessità aromatica. La macerazione sulle bucce dura circa 40 giorni in acciaio, conferendo profondità e capacità estrattiva. L’affinamento prosegue per 22 mesi in barrique di terzo passaggio, scelta che consente evoluzione senza sovrastrutture aromatiche. Successivamente il vino riposa per 4 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. L’approccio è volto a ottenere un equilibrio tra potenza, eleganza e identità territoriale.
Note di degustazione
Colore: rosso rubino intenso con riflessi granati profondi, segno di grande estrazione e maturità.
Olfatto: complesso e stratificato, con frutti rossi maturi, note balsamiche, spezie dolci e accenti minerali.
Palato: strutturato e avvolgente, con tannino fitto ma elegante, grande persistenza e chiusura sapida e rocciosa.
Abbinamenti
Perfetto con brasati, selvaggina, carni rosse importanti e piatti strutturati della cucina piemontese. Si esprime al meglio anche con formaggi stagionati e preparazioni a lunga cottura.
Scheda tecnica
- Denominazione: Nebbiolo
- Nome vino: Sole e Roccia 2023
- Produttore: progetto Carema / Viano
- Annata: 2023
- Regione: Piemonte
- Vitigno: 100% Nebbiolo
- Uve non diraspate: 30%
- Macerazione: 40 giorni in acciaio
- Affinamento: 22 mesi in barrique di terzo passaggio
- Stabilizzazione: 4 mesi in bottiglia
- Formato: 0,75 L
- Gradazione alcolica: 13,5%
- Temperatura di servizio: 16–18°C
- Solfiti: contiene solfiti
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CAREMA (TO) – VITICOLTURA EROICA NEL CUORE DEL NORD PIEMONTE
Cantina Carema – Il ritorno della viticoltura eroica in Alto Piemonte
Storia del territorio e della cantina
Carema rappresenta una delle espressioni più estreme e affascinanti del Nord Piemonte vitivinicolo, un’area dove la viticoltura eroica non è una definizione poetica ma una condizione reale di lavoro quotidiano. I vigneti sono incastonati in terrazzamenti di pietra che si arrampicano sulle pendici alpine, in un equilibrio fragile tra uomo e montagna. Negli ultimi anni questo territorio ha conosciuto una nuova attenzione grazie a giovani produttori come Gian Marco Viano e realtà come Monte Maletto, che hanno riportato vitalità in un paesaggio segnato dall’abbandono. Il recupero delle vigne storiche ha permesso di salvare parcelle altrimenti destinate alla scomparsa. La storia recente della cantina è quindi una storia di rinascita agricola e culturale, dove la memoria contadina incontra una nuova visione produttiva. Il risultato è un’identità territoriale che oggi torna a essere riconosciuta anche fuori dai confini locali.
Filosofia in vigna
La filosofia agronomica si basa su un principio chiaro: recuperare, preservare e interpretare il territorio senza forzature. In vigna il lavoro è interamente manuale, condizionato da pendenze importanti e da una gestione complessa dei terrazzamenti. Le rese sono volutamente basse, ma la qualità delle uve raggiunge livelli di concentrazione molto elevati. Il rispetto del suolo e dell’equilibrio naturale guida ogni scelta, con interventi ridotti al minimo indispensabile. La viticoltura è qui un atto di resistenza oltre che di produzione, dove ogni grappolo racconta la fatica e la determinazione di chi coltiva. Il Nebbiolo trova in queste condizioni un’espressione austera, minerale e profondamente territoriale, impossibile da replicare in contesti più pianeggianti.
Approccio in cantina
In cantina l’approccio è coerente con il lavoro svolto in vigna: interventi essenziali, tempi lunghi e rispetto dell’evoluzione naturale del vino. Le fermentazioni avvengono in modo controllato ma non invasivo, lasciando spazio all’espressione varietale e territoriale. L’affinamento privilegia contenitori che non mascherano il carattere del vino, ma lo accompagnano nella sua evoluzione. L’obiettivo non è la standardizzazione, ma la massima fedeltà all’annata e al vigneto. La mano dell’enologo è presente ma discreta, orientata più all’osservazione che alla correzione. Questo approccio permette di ottenere vini che riflettono in modo diretto la verticalità e la tensione tipica del territorio di Carema.
Identità produttiva e visione
La cantina oggi si sviluppa su circa mezzo ettaro a Carema, a cui si aggiunge una piccola parcella dedicata all’Erbaluce nel comune di Parella. La produzione è estremamente limitata e si concentra su due etichette che rappresentano due anime complementari del progetto: freschezza e tensione da un lato, profondità e complessità dall’altro. L’obiettivo non è la crescita quantitativa, ma l’affermazione qualitativa di un’identità territoriale precisa. Ogni vino nasce come interpretazione diretta di un micro-territorio, senza compromessi stilistici. L’intero progetto si fonda su una visione artigianale, dove la dimensione umana rimane centrale. Tutti i vini contengono solfiti.
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