Georgia, Libano e Slovenia: dove il vino ha radici più antiche di quanto pensi
La Georgia è il paese con la più antica tradizione vinicola documentata al mondo: le prime tracce di vinificazione risalgono a circa 8.000 anni fa, nel 6000 a.C. Libano e Slovenia seguono con storie enologiche millenarie, spesso ignorate dai consumatori abituati a considerare Francia e Italia come culle del vino.
Questi tre paesi condividono un primato: hanno prodotto vino prima che la viticoltura arrivasse nell’Europa occidentale. Conoscere le loro origini aiuta a capire perché oggi rappresentano alcune delle frontiere più interessanti del vino naturale e artigianale.
Perché la Georgia è considerata la culla del vino
La Georgia è riconosciuta dall’UNESCO come luogo di origine della vinificazione. Nel 2017, scavi archeologici nei siti di Gadachrili Gora e Shulaveris Gora, a sud di Tbilisi, hanno rivelato residui di vino in vasi di terracotta datati al 6000 a.C.
Il metodo georgiano tradizionale utilizza il qvevri, un grande recipiente di terracotta interrato. La vinificazione in qvevri è stata inserita nel 2013 nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Questa tecnica prevede la fermentazione del mosto insieme a bucce, vinaccioli e raspi, per periodi che possono superare i sei mesi.
Il risultato è spesso un vino ambrato, chiamato anche orange wine. La Georgia coltiva oltre 500 varietà autoctone di uva, tra cui Rkatsiteli e Saperavi sono le più diffuse.
Quanto è antica la tradizione vinicola del Libano
Il Libano vanta una tradizione vinicola che risale ai Fenici, oltre 5.000 anni fa. I Fenici furono tra i primi popoli a commerciare vino nel Mediterraneo, esportandolo verso Egitto, Grecia e Roma.
La Valle della Beqaa è oggi il cuore della produzione vinicola libanese. Questa regione beneficia di un’altitudine elevata, tra i 900 e i 1.000 metri, che garantisce forti escursioni termiche. Il clima mediterraneo con estati secche riduce la necessità di trattamenti in vigna.
Château Musar è la cantina libanese più conosciuta a livello internazionale, fondata nel 1930. Il Libano produce prevalentemente vini rossi da vitigni come Cinsault, Cabernet Sauvignon e Carignan.
Che ruolo ha la Slovenia nella storia del vino
La Slovenia ha una tradizione vinicola che risale all’epoca celtica e romana, oltre 2.400 anni fa. La vite più antica del mondo ancora produttiva si trova a Maribor, in Slovenia, e ha oltre 400 anni.
La regione del Collio sloveno, chiamata Brda, confina con il Friuli-Venezia Giulia italiano e condivide con esso terreni e vitigni. La Slovenia è uno dei centri della rinascita internazionale dell’orange wine.
Produttori sloveni hanno contribuito a diffondere la macerazione sulle bucce dei vini bianchi. I vitigni caratteristici includono Rebula (Ribolla Gialla), Malvazija e Zelen.
Cosa accomuna Georgia, Libano e Slovenia
I tre paesi condividono la pratica della vinificazione ancestrale, con interventi minimi in cantina. In tutti e tre le tradizioni, il vino nasce da un legame stretto tra vitigno autoctono e territorio.
Georgia, Libano e Slovenia sono oggi riferimenti per il movimento del vino naturale. La loro riscoperta da parte di sommelier e appassionati riflette una crescente domanda di autenticità e di storie enologiche non convenzionali.
Domande frequenti
Georgia, Libano e Slovenia dimostrano che la storia del vino è molto più antica e diffusa di quanto si pensi. Esplorare questi territori significa riscoprire le radici della viticoltura e i metodi ancestrali oggi tornati protagonisti.
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